Lo Yoga, prima ancora di essere una pratica, è una visione dell’esistenza.
Nato nell’antica India come via di conoscenza e liberazione, si fonda sull’esperienza diretta del Sé e sul riconoscimento dell’unità tra coscienza e materia, tra ciò che muta e ciò che rimane eterno.
Nei testi antichi, dai Veda agli Yoga Sūtra di Patanjali, lo Yoga viene descritto come una scienza della mente: un cammino graduale che porta alla quiete interiore, alla libertà e all’unione con la vita.
La sua essenza è espressa nel celebre sutra:
“Yogaś citta-vṛtti-nirodhaḥ” - Lo Yoga è la cessazione delle fluttuazioni della mente.
Quando la mente si acquieta, la coscienza interiore si rivela nella sua natura limpida e immutabile.
Alla base della filosofia yogica troviamo due principi eterni: Purusha e Prakriti.
Purusha è la coscienza pura, silenziosa e immobile, la luce interiore che osserva.
Prakriti è la materia, tutto ciò che cambia: il corpo, la mente, le emozioni, la natura stessa.
La sofferenza nasce quando ci identifichiamo con ciò che muta, dimenticando la nostra vera essenza.
Lo Yoga diventa allora una via di discernimento: imparare a riconoscere la differenza tra l’osservatore e ciò che viene osservato, tra l’essere e il fare.
In questo spazio di consapevolezza nasce la libertà.
La filosofia vedica descrive quattro grandi principi che orientano la vita umana, chiamati Purushartha.
Essi rappresentano il disegno naturale dell’esistenza e invitano l’essere umano a vivere con equilibrio, presenza e saggezza.
Realizzare questi quattro aspetti significa vivere una vita integrata e consapevole, in cui spiritualità e mondo si incontrano.
Ogni azione genera un seme, un’impronta chiamata Karma.
Nella visione yogica, la libertà non nasce dall’assenza di azione, ma dal modo in cui agiamo.
Quando operiamo con intenzione pura e senza aspettativa sul risultato, trasformiamo le nostre azioni in Karma Yoga, la via dell’azione consapevole.
Questo atteggiamento purifica la mente e dissolve l’ego, ricordandoci che non siamo i soli autori dei nostri frutti, ma strumenti di un disegno più grande.
Come insegna la Bhagavad Gita:
“Agisci, ma lascia andare il frutto delle tue azioni.”
Nel cuore della filosofia yogica c’è la meditazione (Dhyāna), la via regale verso la conoscenza del Sé.
Non è un esercizio di concentrazione, ma una condizione di presenza naturale, in cui la mente smette di cercare e semplicemente osserva.
Attraverso la meditazione si dissolve l’identificazione con la mente, e ciò che rimane è pura consapevolezza.
È qui che lo Yoga si compie, nel silenzio interiore che abbraccia tutto.
Lo scopo ultimo dello Yoga è la liberazione interiore (Moksha). il ritorno alla nostra vera natura, libera e indivisibile.
È la fine dell’illusione di separazione, il riconoscimento che l’essenza della vita è una.
Vivere lo Yoga significa quindi camminare con consapevolezza, portando presenza in ogni gesto, purezza in ogni intenzione, amore in ogni azione.
Yoga è la filosofia dell’unità, la scienza della libertà e l’arte di vivere in verità.
Non un concetto da comprendere, ma una verità da incarnare, momento per momento.